Ci aspettiamo una reazione dal nostro governo

renziLunedì è andata in onda la prima puntata del programma di Riccardo Iacona su Rai 3, Presa Diretta. Un intenso reportage della bravissima Giulia Bosetti, ha mostrato in prima serata anche ai più distratti, chi era Giulio Regeni, chi sono i suoi coraggiosi genitori, che cosa è diventato l’Egitto, paese che consideriamo ancora un alleato.
In Egitto esiste un regime, quello del generale golpista Al Sisi. Un regime paranoico, come sono spesso i regimi, dove i diritti umani sono carta straccia, dove si muore più facilmente per mano della polizia che per un male senza cura.
Eppure tanti “illuminati” politici occidentali vanno in visita ad Al Sisi, lo abbracciano e posano sorridenti nelle foto ufficiali facendo finta di nulla, tappandosi orecchie ed occhi per non vedere e non sentire.
Da un paio di giorni abbiamo assistito al proliferare di petizioni perché il nostro ambasciatore al Cairo, nominato ma ancora non insediato, resti in Italia e non torni in Egitto (come se poi non sapessimo che la nostra ambasciata funziona regolarmente). Con il massimo rispetto per chi l’ha promossa e per chi la firma, fa sorridere amaramente il ricorso ad un sito di petizioni per chiedere qualcosa che dovrebbe essere scontata. Fa sorridere amaramente vedere la forza, la determinazione ed il coraggio dei genitori di Giulio Regeni, contrapposti al balbettante ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che in questa vicenda, in questi ultimi mesi, continua a latitare, infilando una gaffe dietro l’altra sul sito della Farnesina, ma inerte anche di fronte alle surreali parole del senatore Barani che si è surrogato alla diplomazia, rilasciando concilianti dichiarazioni a destra e a manca sui rapporti Italia-Egitto (siamo amici, siamo tutte vittime, Renzi la pensa come me), senza che il nostro ministro si prendesse la briga di smentire.
La prossima settimana gli investigatori egiziani torneranno a Roma per un vertice con gli inquirenti italiani. Saranno giorni determinanti per la verità e se anche stavolta gli egiziani ricorrerano a fantasiose ricostruzioni, ci aspettiamo una reazione dal nostro governo e dal nostro ministro degli Esteri.
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