8 mesi senza Giulio

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Otto mesi fa Giulio Regeni veniva rapito a Il Cairo.
È passato un po’ di tempo e comprendiamo che il premier Matteo Renzi possa dimenticare qualcosa. Così approfittiamo di questa infausta ricorrenza per ricordargli il contenuto di una sua E-news:
“L’Italia non si accontenterà di nessuna verità di comodo. Consideriamo un passo in avanti importante il fatto che le autorità egiziane abbiano accettato di collaborare e che i magistrati locali siano in coordinamento con i nostri. Ma proprio per questo potremo fermarci solo davanti alla verità. Non ci servirà a restituire Giulio alla sua vita. Ma lo dobbiamo a quella famiglia. E, se mi permettete, lo dobbiamo a tutti noi e alla nostra dignità”.

Gentile Presidente, dalla data di quelle parole ad oggi ci sono stati depistaggi, oltraggi alla memoria di Giulio, bugie, cinque innocenti uccisi, diversi contatti di questa vicenda arrestati ingiustamente, gaffe della Farnesina e senatori in gita a ruota libera. Ma ci sono anche tanti contratti commerciali firmati, perché gli affari sono affari e c’è l’ennesimo schiaffo alla “nostra dignità” con il festoso comunicato dell’ambasciatore egiziano a Roma che ha annunciato 11 nuove tratte dall’Italia verso Sharm el Sheik.
Noi non sappiamo quale sia il suo concetto di dignità, per esser certi di ciò di cui parliamo ricorriamo quindi al dizionario che ne dà questa definizione: “Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati.”
Rispetto nei confronti di se stessi. Ecco, in questo momento noi non ci sentiamo rispettati come cittadini italiani ed europei. Non è accettabile che un Paese dove si è instaurata una dittatura, dove migliaia di persone vivono ogni giorno l’incubo di una macelleria messicana, possa essere considerato una meta turistica.

È inaccettabile che dopo mesi di richieste, petizioni firmate da decine di migliaia di cittadini, l’Egitto non sia stato dichiarato Paese non sicuro. Quella parola che lei stesso ha usato: dignità, indica qualcosa di inestimabile, che vale molto di più dei contratti, del gas, dei profitti.

La dignità è una cosa strana: si può vendere, ma non si può comprare Presidente.

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