Un ragazzo contemporaneo

di Adele Concolino*
ragazzo-contemporaneo.jpg

Ho sentito dal senatore Luigi Manconi una definizione data dalla madre di Giulio Regeni a proposito del figlio. Ha detto che Giulio era un ragazzo contemporaneo.
Quindi tra i ragazzi contemporanei ci possono essere persone come Giulio.

Ma come, i giovani oggi non sono cinici, pigri, mammoni e, soprattutto, privi di ideali?
Forse è facile buttare via la propria vita se non se ne vede un senso, se si arriva ad odiarla. Allora la si distrugge nelle maniere più disparate.
Ma se si ha una vita piena, nel vero senso della parola, in cui oltre alla famiglia e lo studio trova addirittura spazio un reale e gratuito interesse per gli  ultimi, per le vittime, in un paese che non è il tuo e in cui le ingiustizie non sono più indistinte e vaghe come può accadere nella tua patria, ma evidenti e chiare, accecanti come il sole d’Egitto.

Studiava  a Cambridge. Poteva svolgere un dottorato con una tesi finale. Teorica, che non lo avrebbe esposto a nessun rischio e sarebbe stata inutile come tutte quelle che circolano nell’ambiente autoreferenziale e socialmente irrilevante delle Università.
Gli studiosi non si sporcano le mani  vivendo i problemi su cui meditano tanto a fondo.

Ma c’è, ogni tanto, un ragazzo che non accetta queste regole codificate e si disprezzerebbe se lo facesse. Nessuno dica che il ragazzo è ingenuo, sprovveduto o che sottovaluta il pericolo. Semplicemente, pur conoscendo i rischi e avendone paura, non si tira indietro.
Viola un’altra regola codificata: disinteressarsi degli altri perché non sono un suo problema. E quando viene torturato, ucciso e calunniato, si crede alle calunnie anziché alla cruda evidenza, pur di negare che la regola del pensare solo a se stessi sia stata dimenticata da un ragazzo contemporaneo.

Come si potrebbe andare avanti, altrimenti?
È molto fastidioso guardarsi dentro e non rifugiarsi dietro lo scudo dell’indifferenza generale.

* Prof. Adele Concolino
già docente universitaria di Paleografia Greca

Annunci

Una risposta a "Un ragazzo contemporaneo"

  1. Giulio è il meglio della nostra gioventù. Uso il presente apposta. Non si è rassegnato e si è dato con tutta l’anima per ciò che credeva fosse giusto. So che non è l’unico, ma lui ha pagato con la sua vita la determinazione di cambiare un mondo ingiusto e crudele.
    È diventato un simbolo. Il simbolo di una gioventù che lotta in silenzio, senza clamore e non si arrende.
    Il mio affetto più profondo va ai familiari.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...