Giulio, un caso europeo

di Paola Rondini *

stop-torture

Da quando Giulio Regeni è stato trovato cadavere in una strada periferica del Cairo, da quando, già pochi giorni dopo, nonostante le ridicole prime menzogne delle autorità egiziane, si è capito che Giulio era stato torturato e ucciso deliberatamente e non per qualche incidente, Regeni è diventato un “caso”.

Sfortunatamente ce ne sono stati di “casi” nella nostra storia recente, situazioni (dalla Diaz, ad Aldrovandi a Cucchi) in cui lo stato ha dovuto indagare all’interno, individuare la parte cancerosa dentro il proprio corpo, denunciarla e, possibilmente, estirparla.

Ma per Giulio, lo Stato italiano è chiamato a chiedere la verità altrove, un altrove con cui si fanno affari ma che si conosce poco e male, un altrove che è pronto a tutto pur di difendere menzogne, poteri deviati, alleanze criminali.

Sappiamo che, in un atto internazionalmente visibile e coraggioso, ma non risolutivo e forse nemmeno utile alle indagini, la nostra sede diplomatica non ha un capo perché il nuovo ambasciatore non è stato ancora inviato, ma non ci risulta che l’Europa si sia davvero resa conto dell’importanza di prendere una posizione in questo caso.

Pretendere la verità per Giulio come Europa, significherebbe dare un segnale politico importante e finalmente unitario, una chiara difesa comune di un percorso, quello democratico che, a veri livelli, ci unisce.

A parte il documento di condanna della tortura del Parlamento Europeo risalente al 10 marzo 2016, non ci risulta nessun altro atto ufficiale e invece sarebbe forse ora che la responsabile della politica estera europea, Federica Mogherini, si facesse portavoce di una qualche forma di pressione nei confronti del governo egiziano il quale deve sentire che c’è tutto un continente, tutto un mondo democratico che vuole la verità, verità e giustizia.

Ecco quindi che “il Caso Regeni”, questa palla di neve insanguinata che non si ferma, potrebbe rappresentare un’opportunità di parlare finalmente “europeo” su un tema, quello della tutela dei diritti fondamentali dell’essere umano, più cruciale degli spread, più cruciale delle leggi di stabilità.

*Paola Rondini – @paolarondini

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