Le hanno provate tutte per uccidere due volte Giulio Regeni

di Beppe Giulietti*

alsisi

Dopo averlo sequestrato, torturato, ammazzato, gli uomini del regime hanno provato a diffamarlo e ad infangare la sua memoria.

Prima hanno promosso il depistaggio, poi hanno cancellato le registrazioni, poi hanno parlato di una rissa determinata dal “carattere iracondo” di Giulio, poi hanno provato con la pista sentimentale, quindi con il “torbido mondo del vizio”, poi con la droga, poi ancora con il complotto ordito dai nemici del regime in carica, poi hanno provato ad offrire un capro espiatorio… manca solo l’ipotesi del suicidio e poi il campionario dei luoghi comuni che accompagnano ogni “Delitto di Stato” sarà stato completato.

Le stesse parole e le medesime infamie, infatti, le avevamo già sentite dopo le esecuzioni di Pippo Fava, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Don Pino Puglisi, Don Peppe Diana, per citarne solo alcuni.

Costoro e tanti altri dopo aver subito oltraggio, violenza e morte, furono accompagnati anche dal tentativo di infangare le loro vite e di trasformare le vittime in colpevoli, secondo uno stile che accomuna le mafie e i regimi, di ogni natura e colore.

Nel caso di Giulio Regeni hanno trovato la strada sbarrata dal coraggio e dalla tenacia di una famiglia straordinaria, di legali appassionati, di amici solidali, di associazioni, a partire da Amnesty, che non hanno intenzione di mollare la presa e di immolare la dignità di Giulio sull’altare degli interessi economici e degli opportunismi delle diplomazie.

Per questo tenteranno ora di far passare il tempo, di affidarsi alla strategia del rinvio, della lenta archiviazione del “Caso Regeni”, useranno ogni arma, politica e mediatica, per cancellare il ricordo di quel giovane torturato ed ucciso per punire il suo desiderio di conoscenza, la sua voglia di incontrare altri mondi, la sua passione per i diritti di tutte e di tutti.

Per questo spetta a ciascuno di noi contrastare il tentativo di “oscurare” Giulio, di piegare la resistenza di chi non si rassegna, di accompagnarlo fuori dalla ribalta politica, civile, mediatica, sperando, in questo modo, di accompagnarlo anche fuori dalla testa e dal cuore di chi non ha intenzione di rassegnarsi.

Questo sarà il nemico da combattere, insieme al depistaggio del regime, e alla scarsa incisività dell’azione dell’Italia e dei suoi alleati.

Sino a quando esisteranno gruppi come questo, associazioni e cittadini “non distratti” il loro piano non avrà possibilità di successo.

Per questo è giusto e persino doverso, anche per ogni giornalista, non perdere l’occasione per ripetere, scrivere e gridare: sino alla fine verità e giustizia per Giulio Regeni.

*Beppe Giulietti
presidente Federazione della Stampa

Annunci

Una risposta a "Le hanno provate tutte per uccidere due volte Giulio Regeni"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...